Moulin Rouge

A Spasso per Parigi

Parigi segreta

  

Musei insoliti di Parigi

Museo della Magia

Nel quartiere del Marais si nasconde un piccolo museo che racchiude una collezione, unica al mondo di oggetti di magia, illusioni ottiche e di altro genere, automatismi. Per tutti gli appassionati di magia: 11, rue Saint-Paul 75004 Paris - Metro: Saint-Paul

Mercoledì, sabato e domenica dalle14h00 alle19h00.

Museo del fumo

Un piccolo spazio che raccoglie oggetti, piante e opere che testimoniano una pratica diffusa in tutto il mondo. Per accaniti amanti del genere: 7 rue Pache 75011 Paris - Metro: Voltaire

Maison de Deyrolle. Dal 1831, Deyrolle espone una collezione di preziose curiosità del mondo della natura: ricco repertorio di insetti, animali imbalsamati e alte curiosità naturali, libri e schede pedagogiche. Per gli amanti della natura: 46, rue du Bac 75007 Paris - Metro: rue du Bac

Museo Art Nouveau, Maxim's

Situato nella rue Royale, il museo offre al pubblico una collezione unica d'Art nouveau. Mobili, argenteria, ceramiche, cristallerie, lampadari, tutto raccolto e riordinato da Pierre Cardin. Questa eccezionale  collezione  é collocata in un immenso appartamento  al secondo  piano del Maxim's, di 12 stanze ammobiliate con le più belle creazioni dei primi del '900, a firma di: Majorelle, Tiffany, Toulouse-Lautrec....

Per gli appassionati di quest'epoca: 3, rue Royale 75008 Parigi. Metro: Madeleine

Museo del vino

A pochi passi dal Trocadero, si nasconde questo museo dedicato al vino, che nelle sue cave a volte del XV secolo espone una collezione permanente, contenente più  di 2000 oggetti e che rende omaggio a tutti coloro che lavorano per produrre vino. Sono evocati mestieri e tradizioni, che illustrano più di mille anni di sapiente savoir-faire del settore. Il vino viene anche servito. Buona degustazione. Ai buongustai dell'uva: 5, square Charles Dickens 75016 Parigi. Metro: Passy

Museo del profumo

Il museo che racchiude la storia di una delle più antiche abitudini dell’umanità: profumarsi. Un viaggio olfattivo che all’ebrezza degli odori e delle fragranze unisce il fascino dei flaconi e la conoscenza antica del suo uso. Nuovo indirizzo: 3-5 Square Louis Jouvet - 75009 Parigi- Metro: Opéra 

51, rue Montemercy: la casa più antica di Parigi

Maison du Haut-Pignon è la più antica di Parigi (1407) e vi visse nientemeno che l’Alchimista Nicolas Flamel, lo scopritore della Pietra Filosofale (che trasforma il piombo in oro e dona l’immortalità, come Harry Potter ci ricorda). Dell’alto Pignone (dal nome della casa stessa, Haut Pignon), non c’è più traccia, ma c’è una targa che riporta le parole del ricco e benevolo alchimista che  fece costruire questa casa per ospitare i poveri a patto che recitassero ogni giorno un Padre Nostro e un’Ave Maria. Peccato che dopo la morte del professor Flamel (sempre che sia morto), la casa fu data in affitto e trasformata successivamente in una taverna.

Metro : Rambuteau

Monsieur Silhouette

É facile passeggiando per place du tetre – nella famosa piazzetta degli artisti – a Montmartre, sentirsi proporre da un artista munito di carta e forbici, un ritratto del proprio profilo. La tecnica diffusa in Francia nel XVIII secolo col nome Silhouette – poi esteso per intendere una figura sottile e longilinea - consiste nel riprodurre un personaggio (disegnato o ritagliato), basandosi sul solo contorno. Pare che il nome derivi da Monsieur Etienne Silhouette, ministro delle finanze di Luigi XV, noto per la sua aridità e avarizia, che chiese un giorno al re di potere essere ritratto da un artista del sovrano. Madame Pompadour, ascoltando la richiesta del ministro e consapevole della sua taccagneria, gli consiglió di farsi fare un ritratto solo del contorno del suo viso. Nei salotti parigini nel settecento i ritagli di carta che riproducevano profili di familiari ed amici, divennero oggetto da collezione e la moda finí con l’influire anche sull’arte delle decorazioni d’interni. Oggi una silhouette del ‘700 puó costare una vera fortuna!

La Grande Pagoda

Nel mezzo del bois de Vincennes (12°) si trova la Grande Pagoda che al suo interno ospita la più alta statua di Buddha d’Europa (10 metri) e completamente rivestita in foglia d’oro, opera dello scultore François Mozés. All’interno sono anche custodite importanti reliquie del saggio, offerte dalla Thailandia nel 2009. L’imponente edificio di 28 metri, all’origine pavillon del Camerun, fu costruito per l’esposizione universale del 1930 da Louis-Hippolyte Boileau e Charles Carriére, divenuto successivamente Museo dell’Industria del legno dal 1933 al 1971, fu trasformato nell’attuale pagoda nel 1977. Esso è iscritto fra gli edifici storici di Francia e viene gestito dalla Unione Buddista francese. La Grande Pagoda apre le sue porte al pubblico in occasione di grandi eventi, come la Festa del Buddismo (a maggio) e il festival del Tibet (a settembre) e altre cerimonie religiose buddiste. Si possono organizzare su prenotazione visite di gruppo.

Consultate il calendario per vedere i prossimi appuntamenti

Route de ceinture-du-Lac-Daumesnil, 12e Paris

Metro: Porte Dorée (linea 8); Bus: 46 et PC2

Sulle tracce di Hemingway

Al n.74 di rue Cardinal-Lemoine nel V arr. abitó Ernest Hemingway al suo arrivo a Parigi. Ancor oggi in questa caratteristica zona dietro al Panthéon, molto frequentata da giovani universitari, sono riconoscibili alcuni locali e scorci di paesaggio le cui descrizioni ritroviamo in “Festa Mobile”, “Il sole sorge ancora”, “Le Nevi del Kilimanjaro”, come la piccola piazza de la Contrescarpe.  "Non c’era nessun altro angolo di Parigi che amasse come questo, gli alberi scomposti, le vecchie case bianche dipinte in basso di scuro, il verde degli autobus nella piazza rotonda, la tintura porpora dei fiori sul marciapiede, l’improvvisa discesa di rue Cardinale-Lemoine verso il fiume e dall’altro lato lo stretto mondo affollato di rue Mouffetard”. Dopo qualche anno lo scrittore prende in affitto un piccolo attico, a due passi da rue Descartes, per farne il suo studio nella stessa casa dove abitó Paul Verlaine. Hemingway amava percorrere la vecchia strada acciottolata in discesa dalla quale raggiungeva i giardini del Luxembourg “Ti eri ormai abituato ala vista degli alberi nudi contro il cielo e camminavi sulla ghiaia appena lavata dei sentieri verso il giardino del Luxembourg nel vento chiaro e pungente”.  Era un assiduo frequantatore della Brasserie Lipp (i cui menu descrive minuziosamente) e della Closerie des Lilas (nella cui terrazza terminó di scrivere Il Sole sorge ancora) a Saint-Germain-des-Prés.  Ma il suo ritrovo letterario era la libreria “Shakespeare & Co.” di Sylvia Beach al n.12 di rue dell’Odeon (oggi la stessa libreria è vicina Notre Dame, al 37 di rue de la Bûcherie, sulla Rive gauche).  Tornato a Parigi ormai scrittore di successo,  frequenta nuove tipologie di locali, come il Ritz (il bar porta oggi il suo nome); sono passati i tempi in cui come giornalista squattrinato non poteva permettersi di saldare il conto della cena di Natale al Café della Paix, ma il suo cuore rimase legato al quartiere e alle strade frequentate in età giovanile. Sarà infatti al n. 6 di rue Fèrou, che abiterà per qualche anno, a pochi passi da rue Vaugirard dove viveva il suo amico Scott Fitzgerald.

 “Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagnerà perché Parigi  è una Festa Mobile”.

       
 

Dove passavano i condannati a morte

Rue de la Roquette, oggi menzionata come crocevia della vita notturna parigina per il brulicare di locali e ristorantini aperti fino alle prime ore del giorno, ha un passato piuttosto funereo e raccapricciante. Nel XIX secolo essa costituiva il percorso in cui venivano fatti passare i condannati a morte per essere imprigionati prima dell’esecuzione con la ghigliottina. La via divideva infatti le due prigioni, quella femminile La Petite-Roquette, e quella maschile La Grande-Roquette, che oggi corrispondono ai numeri civici 143 e 168 e corrispondono a dei giardini pubblici. Il luogo in cui avvenivano le esecuzioni capitali era di fronte alle prigioni. Inoltre la via porta al cimitero-museo di Père Lachaise (famoso per le celebrità del mondo della letteratura, della musica, dell’arte, del cinema e dello spettacolo  che vi sono sepolte).

Le Moulin de la Galette

I due mulini che s’incontrano salendo a Montmartre per rue Lepic sono il Radette e il Blute-Fin, risalenti al 1622, gli unici rimasti dei quattordici che popolavano la butte. Entrambi di proprietà privata, non sono resi accessibili al pubblico; uno di essi sovrasta l’ingresso di un ristorante che riprende il nome dello storico locale, in cui il vecchio mulino fu trasformato dal figlio del mugnaio nel 1833, dopo una sanguinosa vicenda che  ebbe per vittima il padre. Monsieur Debray, questo il suo nome, nel cercare di difendere la sua proprietà da un attacco di milizie franco-prussiane (touche pas à mon moulin!)  fu barbaramente ucciso e fatto a brandelli, affissi per beffa, alle pale del mulino in movimento.

Il Moulin de la Galette era una balera di campagna, una sorta di cabaret del popolo, a differenza del vicino Moulin Rouge, in quanto accessibile a tutti. Il nome deriva dalle famose frittelle di pane di segale (dette galette), servite all’ingresso  insieme a un bicchiere di vino, al costo di 25 centesimi. Renoir vi dipinse il famoso quadro Bal au Moulin de la Galette, conservato al Museo d’Orsay di Parigi, vero capolavoro dell’Impressionismo. Ma ad aver immortalato il mulino sono stati anche Van Gogh, Picasso, Toulouse-Lautrec, Utrillo, Van Dongen, che erano clienti abituali della guinguette.

83, rue Lepic, 75018 Parigi

   

Metro: Lamarck-Caulaincourt (linea 12), Blanche (linea 2)

Rue de Martyrs... dal sacro al profano

Nel quartiere Pigalle non fatevi sfuggire questa mitica rue. Situata tra il 9° e il 18° arrondissement, fra la Chiesa Notre Dame de Lorette a sud ed il  Sacro Cuore a nord, essa conserva tuttora il suo antico charme: piccoli negozi tradizionali, café tipicamente parigini, cabaret e sale da concerto storiche come le “Divan du Monde” entrato nella leggenda per le sue frequentazioni, da Baudelaire a Picasso, passando per Toulouse-Lautrec e Yvette Guilbert che qui si esibiva. Fu “nel suo' couch giapponese” che ebbe luogo alla fine del secolo scorso, il primo spogliarello  o striptease alla francese! Nella versione attuale è un grande spazio moderno e supertecnologico deputato ad accogliere grandi spettacoli, concerti e feste private.

La via secondo la legenda deve il suo nome al percorso che Saint-Denis avrebbe fatto con la sua testa in mano dopo essere stato decapitato - pressappoco nell’attuale place des Abbesses - fino a 7 km a Nord di Parigi, dove è stata eretta la Basilica che oggi ospita le sue spoglie. Saint-Denis è rappresentato spesso nell’iconografia religiosa con la testa in mano in ricordo del suo martirio; una sua statua é facilmente individuabile nella facciata di Notre Dame e un’altra scultura nel frontone centrale del Sacro Cœur. Saint-Denis, protettore di Parigi insieme a Sainte Genevieve, é il santo protettore degli emicranici.

Il giardino da thé giapponese

É possibile estraniarsi per qualche ora dai rumori del traffico cittadino, senza tuttavia allontanarsi da Parigi. Il Pantheon Bouddique, situato nello stesso edificio che ospita il Museo Nazionale delle Arti Asiatiche-Guimet, vi sorprenderà con il suo giardino spirtituale, che rispecchia perfettamente l’essenza dei giardini del thé giapponese. Un percorso fiancheggiato da siepi, arbusti e bambù giganti, accompagnato dal mormorio dell’acqua tra le rocce, fra giochi d’ombra e sprazzi di luce in mezzo al verde.  La composizione minerale della vegetazione crea un ambiente favorevole al rilassamento e aiuta ad allontanare i pensieri e le difficoltà quotidiane. Nel relativo padiglione si svolge ogni giorno la cerimonia del thé, un rito che si basa sui quattro principi fondamentali, insegnati dal maestro del thé Sen no Rikyu: Wa (Harmonie), Kei (Respect), Sei (Pureté), Jaku (Sérénité).

Siamo a due passi dal Museo d’Arte Moderna di Parigi e dal Palais du Tokyo, in uno spicchio d’Oriente grazie alla collezione di opere giapponesi che Emile Guimet riportó di ritorno dalla sua esperienza nell'arcipelago nipponico nel 1876, inclusa una splendida serie di porcellane provenienti dalla Cina oltre che dal Giappone.

Pantheon Buddique (ingresso gratuito)

19 avenue d’Iéna, 16e Paris

Metro: Iéna (linea 9), Trocadero (linee 6, 9)

Scoprite la storia del Marché des Enfants Rouges

Oggi questo mercato all'aperto posto al numero 38 di rue de Bretagne nel quartiere del Marais è uno dei posti più simpatici in cui fermarsi a mangiare a Parigi. Superata l'antica insegna in ferro battutto ci si addentra in un piccolo spazio cosparso di banconi che espongono prodotti freschi e già cotti per un pasto fugace, che si può traquillamente consumare ai tanti tavoli posti lateralmente. C'è il salumiere italiano, il traiteur marocchino, il fromager francese, il vinaio, oltre ad un'ampia scelta di prodotti biologici. Ma visitando questo posto così divertente (ed economico), non si può trascurare di conoscerne anche la storia a partire dal nome. Il nome infatti deriva dai bimbetti vestiti di rosso (colore simbolo della carità cristiana) ospiti dell'orfanatrofio costruito nel 1536 nell'attuale rue des Archives, per volere di Margherita di Valois, sorella di Francesco I. Il piccolo mercato risale invece al 1628 ai tempi di Luigi XIII, quando ancora quest'area collocata sotto le insegne dei Templari era un villaggio al di fuori del confine di Parigi (i confini di Parigi si fermavano all'incirca all'altezza dell'attuale place de la République) che cominciava a crescere grazie all'insediarsi di molte attività artigianali.

Crèmerie Restaurant Polidor: i locali che passano alla storia

Alcune scene del popolare film “Midnight in Paris” di Woody Allen (2011) sono state girate in questo storico bistrot, in cui il giovane scrittore protagonista ha occasione di incontrare e conoscere Ernest Hemingway. La combinazione non è una trovata geniale del regista perchè nel 1845 questo locale veniva realmente frequentato da Hemingway e da altri colleghi scrittori come  André Gide, Antonin Artaud; anche Jack Kerouac, il papà del movimento  "beat", pranzava al Polidor e, molto prima ancora, Paul Verlaine. Il locale merita una sosta per l’ambientazione, il tipo di cucina tradizionale e i prezzi veramente modici. Non è frequentato da turisti, ha una clientela varia costituita prettamente da parigini, intellettuali, studenti della vicina Sorbonne.
Maison fondée en 1845, indirizzo: 41 rue Monsieur Le Prince Metro : Odéon
Aperto tutti i giorni dalla 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 00.30. La domenica chiude alle 23. T 01 43 26 95 3401 43 26 95 34

Dove si trova la Statua della Libertà

La piccola statua della libertà (alta poco più di 11 metri) si trova su uno stretto isolotto artificiale lungo il fiume Senna chiamato Alée de Cignes,  raggiungibile a piedi lasciando alle spalle la Torre Eiffel in direzione ovest o, meglio ancora, giungendo dal XVI arrondissement su Pont de Grenelle; essa è il prototipo della più celebre statua che sorveglia il porto di New York, opera realizzata ingegneristicamente da Gustave Eiffel su progetto dell’artista alsaziano Auguste Bartholdi. A Parigi esistono comunque altri piccoli modelli della statua, opera dello stesso scultore: uno è al museo Ars et Metiérs, ed un altro è da poco al Museo d’Orsay (in passato si trovava al Jardin de Luxembourg). All’entrata del tunnel del Pont de l’Alma (tristemente noto per l’incidente che ha provocato la morte di Lady Di) si trova invece una copia altrettanto grande della “fiamma della libertà”. Metro: Bir Hakeim (linea 6); Bus: 72

I Fantasmi del Passage Choiseul

Meno elegante delle gallerie Colbert e Vivianne, sebbene sia stato di recente  restaurato (2013), conserva un fascino che gli deriva dai personaggi che lo hanno frequentato: Paul Verlaine (1844-96) veniva a bere l’assenzio in un piccolo caffè in fondo al passage, Céline (1894-1961) crebbe nella bottega di merletti della madre al n. 62, Offenback (1819-1880) ricomperando il Teatro des enfants, installò il Teatro Bouffes-Parisiens al n.4 e Alfred Lamerre (1838-1912), primo editore di Baudelaire e Verlaine, aprì la sua libreria al n.23. Per saperne di più leggi Morte a credito di Céline (1939).
Indirizzo: da 40 rue des Petits-Champs a 23, rue Saint-Augustin, 2e Paris
Metro: Quatre Septembre (linea 3)

La roccia della strega

Nella piccola collina di Montmartre si nasconde un segreto: allontanandosi dalle vie gremite di turisti, nell’intimità di antichi vicoli lastricati in pietra, si raggiunge il passaggio della Rocca delle strega (Passage du Rocher de la Sorciere) dominato da un grande masso, che come narra la leggenda, custodisce la dimora di una fattucchiera che abitava proprio nella grande casa sopra la roccia e che i bambini del quartiere chiamavano “strega”per via del suo aspetto e stile di vita. Dietro al grande masso si intravvede una bianca casa. Pare che attraversando il cancello che separa la casa dalla strada si viene colpiti da un incantesimo. La casa di cui parliamo oggi è un piccolo albergo di lusso (Hôtel Particulier) un piccolo vero “incantesimo” per gli occhi dei visitatori la cui realizzazione degli interni è stata affidata a famosi designer contemporanei che si sono divertiti a trasformare gli ambienti in stili, atmosfere, situazioni originali e fuori dal mondo reale, come la suite ”Albero con le orecchie” interattivo a cui gli ospiti possono confidare i propri segreti o quella in cui la gigantografia di un volto è stata trasformata in una finestra e i suoi capelli in una tenda.

21, avenue Junot, 18e Paris

Metro: Lamarck Caulaincourt (linea 12)

Maison medioevali al Marais

L’affascinante e misterioso Marais  è un contenitore inesauribile di sorprese per il visitatore. Si potrebbe mai pensare di imbattersi in antichissime costruzioni medioevali?  Nascoste nel villaggio Saint-Paul, si trovano in rue François Miron (direzione Hôtel de Ville) ai numeri civici 12 e 13. Osservando gli edifici sul lato sinistro della strada si cominciano a notare due abitazioni per la loro particolare intelaiatura con legni a vista, chiamate per questa particolare caratteristica:  maison à colombages  o anche à pain de bois. Se a Parigi costituiscono una rarità, ne esistono vari esemplari nel nord della Francia, soprattutto in Normandia e in Bretagna.

Un torre medioevale svetta invece nell’edificio dell’Hotel d’Hérouët tra la rue Vieille-du-Templee la rue des Francs-Bourgeois, sempre nel Marais.

Rue François Miron, 4e paris

Metro : Saint-Paul (linea 1)

Cosa si nasconde nel Club Silencio?

Il Club Silencio, famoso già solo per il fatto che a realizzarlo (ossia progettarlo e arredarlo con l’intervento dei migliori artigiani e restauratori d’Europa) è stato il regista americano David Lynch conosciuto al mondo per il suo stile surreale e spesso mistificante del cinema, è uno dei club più esclusivi di Parigi (ovviamente a numero chiuso, sebbene allo scoccare della mezzanotte vengano aperte le porte al pubblico). All’interno gli ospiti possono avere la sensazione di trovarsi dentro al set di Mulholland Drive (fil del 2001). É un  posto davvero unico in quanto rappresenta uno spicchio di Hollywood, ma che si trova a Parigi.

 A proposito del posto a Parigi si narra che Moliére sia stato sepolto proprio qui e che Zola abbia stampato il suo J’Accuse nel sotterraneo dell’edificio. E, come se non bastasse, proprio lì di fronte, nel caffè dal’altra parte della strada, pare che sia stato ucciso il socialista Jean Jaurés.

142, rue Montmartre, 2° Paris

Metro: Sentier (linea 3), Etiéne Marcel (linea 4)

Dove Jil sedeva in Midnight in Paris

Nella celebre commedia Midnight in Paris di Woody Allen, il giovane scrittore protagonista, Jil (Owen Wilson), mentre siede sui gradini di una chiesa le cui campane suonano la mezzanotte, vede passare un’auto degli anni ’20, i cui passeggeri lo invitano a salire a bordo; da questo momento si trova a vivere in un’altra epoca; esperienza che si ripeterà anche nei giorni successivi. Di quali gradini si tratta? Sono le scale  della Chiesa di Saint-Etienne du Mont, dietro al Pantheon, nel Quartier Latin, in rue de la Montagne Sainte Genevieve, 5e.

17, rue Beautreillis, dove finisce la storia e inizia la leggenda di Jim Morrison

Il 3 luglio 1971 veniva ritrovato senza vita nella vasca da bagno dell’appartamento in cui viveva nel villaggio St Paul del Marais, il leader dei Doors: Jim Morrison, anche detto il Re Lucertola. Da qualche mese si era trasferito a Parigi con la sua compagna Pamela Courson, in un appartamento sito al 3° piano dell’elegante palazzina Beaux Arts del XIX secolo, le cui finestre (quella di sinistra è del bagno) da allora sono rimaste chiuse. Proprio di fronte all’abitazione si trova ancor oggi “Le Dindon en Laisse” un locale in cui Jim  Morrison ha trascorso intere serate. Eppure a distanza di oltre quarant’anni la sua morte è ancora avvolta dal mistero: si è trattato di un arresto cardiaco o di un overdose? La morte è avvenuta in bagno o nel night Club Rock ‘n’ Roll Circus dove spesso andava? È veramente morto o si è trattato di una messa in scena per sottrarsi per sempre dalle pressioni della popolarità? Nel celebre cimitero di Père Lachaise in un piccolo lotto situato fra i settori 5, 6 e 14, 16, riposano le sue spoglie, meta di pellegrinaggio annuale di migliaia di visitatori, che vi si recano per commemorare il grande “cantante rock”, “poeta maledetto”, “profeta della libertà”.
17, rue Beautreillis
Village St Paul, 4 ème
Metro: St Paul (linea 1)

Parc des Buttes Chaumont e i segreti del tempio della Sibilla

Ubicato a nord-est di Parigi, è fra i giardini più grandi della capitale, dopo Parc de la Villette e Tuileries. In esso sono presenti varietà ricercate di piante, come la Sophora sulle sponde del lago, un platano orientale risalente al 1862, uno spino di Giuda, un olmo della Siberia e molti altri alberi.

Il parco è visitato da migliaia di curiosi e fanatici dell’esoterismo per i poteri energetici che vi si racchiudono: al suo interno infatti si erge il Tempio della Sibilla, che si dice sia centro di un pentagono mistico. Dall’alto dei suoi 173 gradini si gode comunque di una splendida vista di Parigi, soprattutto di Montmartre e Saint Denis.  Le doti soprannaturali del parco non finiscono qui, infatti, il  suo seminterrato sarebbe ricco di oggetti dal potere incantato come i Tarocchi degli Avatar. Inoltre, l'antica e colossale cava utilizzata per l’estrazione del gesso, sulla quale il parco è costruito, condurrebbe a un luogo dai poteri magici. Alt! Quest’ultima area è chiusa al pubblico. Per i più paurosi: è meglio non andarci oltre una certa ora!

Metro: Buttes Chaumont (Linea 7 bis ), Laumière (Linea 5)

Notre Dame e il segreto delle serrature

Non si finisce mai di guardarla per la meraviglia dei dettagli architettonici e altre particolarità di rilievo. Un suggerimento che vi diamo è quello di osservare le serrature delle porte laterali, finemente decorate, che costituiscono delle manifatture di incomparabile fascino. La storia di queste serrature nasconde uno dei segreti (non l’unico) di Notre Dame. La leggenda racconta  che esse furono commissionate ad un fabbro, il migliore di Francia. Monsieur Biscornet, questo il suo nome, realizzata l’importanza del lavoro che gli era stato richiesto, fu preso dal panico e dallo sconforto. Così, dopo vani ripetuti tentativi, per non perdere la reputazione, decise di affidare l'opera al diavolo! Il giorno dell’inaugurazione al momento della benedizione, quando alcune gocce d’acqua santa toccarono il portone, d’improvviso le serrature si misero a fumare e alcuni grugniti demoniaci si levarono al punto da sovrastare il suono delle campane. Il fabbro consapevole del suo peccato si rifugiò nella sua bottega dove fu trovato cadavere.

La copia moderna dell’Arco di Trionfo

Il Grande Arche si intravvede già, sebbene lontanissimo, dall’Arco di trionfo. Una corsa in metropolitana (metró 1, scende al terminal ovest La Defense) ed eccoci catapultati nel bel mezzo di un’area surreale ed asettica rispetto ai quartieri eleganti e sofisticati della capitale sinora conosciuti. Abbagliati dal chiarore di quelle pietre e raffreddati dall’atmosfera di questo immenso spazio ci si chiede prima di tornare indietro cosa fare e dove andare. Vi suggeriamo allora di cercare alle spalle del Grande Arche un ponte e chiedervi dove esso porti. In realtà il ponte si ferma a metà: é una passerella affacciata sul nulla. Provare per credere.

Itinerari sotterranei

Il fascino della città si nasconde anche nelle aree sotterranee. Entrando o uscendo da alcune stazioni metropolitane capita di passare sotto splendide “edicole” in ferro battuto e vetro in stile Art Noveau di Hector Guimard. Fra i più belli segnaliamo quelli relativi alla stazione Abbesses (si vede in alcune scene del film Il Favoloso mondo di Amélie), quelli relativi alla stazione Châtelet, e quelli relativi alla stazione Porte Dauphine. E ancora, la stazione Louvre-Rivoli, espone delle riproduzioni di alcuni capolavori del museo del Louvre, che si trova sopra di essa; nella Concorde, invece, le pareti riportano il testo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo; quelle della Bastille sono affrescate con dipinti sulla rivoluzione francese e quelle di Cluny-La Sorbonne sono completamente ricoperte di mosaici molto colorati realizzati da Jean Bazaine. La  stazione Arts et metiers che prende il nome dall’omonimo museo, è stata ridisegnata dal fumettista belga François Schuiten in uno stile che ricorda le opere di Jules Verne (sembra di stare in un sottomarino); la già menzionata stazione “Abbesses”racchiude un dipinto murale che decora le 6 rampe di scale a chiocciola che vorticosamente conducono ai binari, l’opera è stata di recente restaurata dal collettivo artisti Paris-
Montmartre.

Maison de Serge Gainsbourg

L’ultimo dei poètes maudits è vissuto al numero 5bis della rue de Verneuil nel VII arrondissement, dal 1969 alla sua morte avvenuta nel 1991. É la casa in cui il poeta e cantante francese visse le sue più intense storie d’amore, prima con Brigitte Bardot, poi con Jane Birkin e in cui compose le passionali note della celebre Je t’aime … moi non plus (cantata insieme a Jane). E fu subito scandalo. La sua abitazione oggi costituisce meta di pellegrinaggio di un’intera generazione che ha amato e ama attraverso le sue note e che continua a lasciare messaggi, dediche, disegni, graffiti, frasi prese dai brani delle famose canzoni (Je t’aime, moi non plus ”, “ Je suis venu te dire que je m’en vais ”, “ Le poinçonneur de Lilas” e “ Les feuilles mortes ”)

Non occorre cercare il numero civico perché la facciata della casa risalta fra tutte le altre! Chissà quanto sarebbe piaciuta così variopinta al suo stravagante proprietario! Non è da escludere che un giorno essa possa essere trasformata in un museo. Altri punti raggiunti dai suoi fans: il cimitero di Montparnasse in cui Serge è seppellito e un parco ubicato nel comune di Lilas a lui dedicato.

5 bis rue de Verneuil, 7° arr.
Metro : Rue du Bac

La casa più piccola di Parigi

La più piccola casa di Parigi si trova nella rue de Chateau d’eau, nel quartiere di Republique.
La piccola abitazione, incastrata tra due alti palazzi, si mimetizza letteralmente nel prospetto architettonico e passa quasi inosservata agli occhi dei passanti.La casetta sembra una vera e propria casa delle bambole e ha una larghezza di appena un metro e venti. Prima della sua costruzione esisteva un passaggio che metteva in comunicazione la rue de Chateau d’eau con la rue du Faubourg Saint Martin.

39, rue du Chateau d’Eau
75010 Paris

Metro: Republique

La libreria senza nome

La libreria senza nome, si trova nel cuore del quartiere di Abesses, ai piedi della collina che sovrasta Montmartre. Nessuna insegna, nessun logo sta ad indicare che all'interno del minuscolo locale quadrato, a poche decine di metri dalla fermata del metro Abesses, ci sta una delle librerie più interessanti di Parigi. Due vetrine polverose, grandi poco più di una finestra, una porta a vetri che striscia faticosamente sulla moquette quando si cerca di entrare, il frontone bianco che avrebbe bisogno di una buona mano di vernice. La libreria senza nome è però conosciuta come la libreria di Patricià, con l'accento sulla a finale. Patricià è piccola, affascinante e innamorata dei suoi libri. Libri che non si trovano né nelle bancarelle dei bouquinistes, lungo i quai della Senna, né nelle grandi librerie di Saint Michel o di Saint Germain. Patricià non vende né i libri usati,anche se, dal di fuori, la sua libreria potrebbe assomigliare a una delle tante rivendite di libri d'occasione che a Parigi si incontrano ad ogni angolo di strada, né i libri nuovi appena usciti. I libri che vende Patricià sono sì libri nuovi, ma sono libri pubblicati da piccole case editrici indipendenti, da editori di un solo manuale, da sconosciute tipografie di provincia.
La scelta è straordinaria. Le opere minori di grandi autori ben noti o le opere maggiori di autori di nicchia: romanzieri afgani, saggisti islandesi, musicologi indiani, cantastorie palestinesi. La quantità di libri presenti nella libreria senza nome sfida le leggi della fisica. Pile di libri ovunque, dal pavimento al soffitto, scaffali sui quali sono esposti volumi in doppia e tripla fila, libri sotto la scrivania e libri accatastati nelle due vetrine che meriterebbero un colpo di straccio, anche se, a ben guardare, la polvere che si deposita sui vetri fa parte del decoro.
I bibliofili, a Parigi, sanno che quando sono alla ricerca del volume introvabile, il primo luogo in cui cercare è proprio la libreria di Patricià. Che nello spazio esiguo lasciato libero dalle migliaia di volumi che riempiono il negozio, riesce a riunire poeti e romanzieri, traduttori e giornalisti alla ricerca della chicca, del tomo segreto, della poesia perduta.
Non ci si può muovere nella libreria di Patricià. Lo spazio, semplicemente non c'è. Ma tutti lo sanno e si limitano a chiedere. A quel punto chiunque può assistere al miracolo della mente umana. Patricià, che è distante dal mondo dell'informatica come lo può essere un beduino dello Yemen, funziona, senza saperlo, come il più perfetto dei computer. Se il titolo richiesto è presente nel locale lei non esita. Si avvia direttamente verso questa o quell'altra pila, insinua una mano a metà colonna ed estrae con decisione l'oggetto del desiderio. Nelle giornate primaverili, quando il raro sole parigino illumina il marciapiede, clienti e habitué chiacchierano di fronte alla porta, coinvolgendo gli abitanti del quartiere che si soffermano puntualmente a salutare la libraia.
Quello della libreria senza nome è un mondo dimenticato, che ricorda la vecchia Parigi del quartiere latino, totalmente estraneo all'informatica e alla logica dei grandi monopoli del libro.

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La Parigi segreta delle parigine

E’ una bibbia per le innamorate della città dell’amore, una lente d’ingrandimento su ciò che la Ville lumière ha da offrire. E’ una finestra su ParigiIn libreria non troverete questo libro accanto ai grandi nomi della letteratura, ma tra gli scaffali della sezione “Guide turistiche”. My little Paris. La Parigi segreta delle parigine è, infatti, un volume dedicato a chi vuole essere iniziata ai segreti che solo le abitanti di questa città unica possono svelare. In questa “guida” non troverete solo gli indirizzi di ristoranti, locali o negozi, ma dritte che vi aiuteranno a godere al meglio questa città. Qualche esempio: fare da cavia a un apprendista chef stellato, ritrovare la setta dei poeti estinti, portare un cappello creato apposta per voi, far clonare i propri capi d’abbigliamento preferiti, accettare una proposta di non-matrimonio…Il libro è nato in seguito all’enorme successo del sito www.mylittleparis.com, il portale di riferimento delle parigine doc, curato da sei ragazze dotate di un grande talento e una passione oltre misura per la loro città. I loro diversi interessi, fusi insieme da un tocco di brio, sono riusciti a creare una guida indispensabile per tutte coloro che hanno deciso di visitare una tra le città più belle del mondo. E se ancora non avevate preso in considerazione l’idea di fare un biglietto solo andata per Parigi, leggendo questo libro verrete attraversate da un irrefrenabile istinto che vi spingerà a preparare subito le valigie e partire.

Titolo: My little Paris. La Parigi segreta delle parigine (My little Paris. Le Paris secret des parisiennes)
Autore: My little Paris
Genere: Guida turistica
Editore: L’Airone

Pagine: 151
Prezzo: € 14,90

Parigi misteriosa...dove?...venite con noi

Al numero 26 di boulevard Saint-Michel si trova la papeterie Joseph Gilbert dove Umberto Eco acquistò il suo primo quaderno per scrivere "il nome della rosa", da qui parte la nostra passeggiata del mistero. Parigi è centro di pellegrinaggi misterici da quasi 2000 anni, da quando cioè, Giuliano l'Apostata, nel 360 d.C., avrebbe costruito un tempio per fare della Lutetia dei Galli un luogo sacro a Iside, dea egizia della Terra e della Luna e quindi dispensatrice di Vita. Da allora, spiegano i cultori, è destino di questa città illuminare il mondo.D'obbligo puntare alla sponda sud della Senna, tra l'Île de la Cité e il Jardin du Luxembourg, nel nucleo antico della città. Quello medievale, dove Eco, studente, passeggiava scegliendo, racconta in un'intervista, «solo strade in cui tutto ciò che vedevo era medievale, così da poter fingere con me stesso di vivere qualche giorno in quell'epoca».

La Chiesa di Saint-Sulpice, è sempre affollata di turisti  in cerca di tracce del Codice: dall'obelisco astronomico ideato nel 1743 per misurare l'equinozio di marzo, alla sacrestia che immetterebbe su arcani sotterranei. Se vi interessa, infiniti e in ogni lingua sono i libri o blog che illustrano i simboli misterico-massonici dei fregi, delle statue o dei dipinti di Delacroix. Ma nella chiesa dove vennero battezzati il Marchese de Sade Baudelaire, ci si può anche solo limitare ad ammirare uno dei più grandi organi del mondo e il gigantesco pulpito settecentesco. Non troverete tracce invece del Priorato di Sion, loggia segreta citata da Dan Brown ma, ahimè, creata dal nulla nel 1956 dall'illustratore francese Pierre Plantard. Aggiungiamo solo che Plantard avrebbe creato anche le prove materiali delle sue affermazioni (come quell'opuscolo del Serpente rosso citato da ogni cacciatore di Templari che si rispetti). E che fu preso più o meno sul serio fino al 1960, l'anno in cui rivendicò per sé il trono merovingio di Francia. 

Da place Saint-Sulpice, in fondo a rue Bonaparte, l'antica Abbazia di Saint-Germain-des-Prés è l'altra chiesa del mistero parigina. Sorta nel 542, più volte distrutta e restaurata, ospita tra l'altro la tomba del filosofo Cartesio e splendide vetrate medievali. Dribblate i turisti che chiedono di entrare nella cripta (dove sarebbe celata la prova del collegamento fra i merovingi Gesù di Nazareth), e ammirate i portali e le volte che mixano Gotico, Romanico primitivo e fregi arcaici. L'ultima tappa templare, svoltando a destra e percorrendo per mezzo chilometro boulevard Saint-Germain, è la Chiesa di Saint-Séverin, dove si cerca ansiosamente la statua di Maria Maddalena (chi ha letto il Codice sa perché) e si trova un elegante esempio di Tardogotico, tra gargoyle, vetrate multicolori e sinuose colonne tortili. Intanto, siamo ormai in piena zona Cimitero di Praga. È qui, tra le case più vecchie del quartiere, l'Impasse Maubert dove si nascose, a fine Ottocento, l'antiquario, falsario e ghiottone Simonini, sorta di Forrest Gump che sfiora (e influenza) i principali eventi italiani e francesi del XIX secolo. Così come rue Frédéric Sauton, il Cul-De-Sac Saint-Ambroiserue des Anglais e le altre strade dove si muove l'antieroe di Eco tra bettole e cospirazioni.

A scuola di striptease

Neppure troppo nascosta la nuova moda parigina, la strip-mania. Per provocare o per sentirsi più belle, le parigine si stanno lanciando sulle orme delle famose ballerine di Pigalle. Diverse scuole propongono quotidianamente corsi per movenze all'altezza delle bluebellvere e proprie scuole che competono con le più "noiose"palestre sempre meno frequentate. L'origine del più "educato" burlesque torna prepotentemente all'attenzione e questa volta non per "merito" degli uomini, ma grazie alle stesse donne che oltre a proporsi in veste di "spogliarelliste fai da te", sembra siano interessate a frequentare i migliori locali per capire, osservare e imparare. Una delle scuole più famose dove vengono organizzati corsi di stip tease è il Bellevilloise art center di Parigi (19-21, rue Boyer 75020 Paris). Juliette Dragon è la direttrice artistica che insegna i segreti del mestiere a ragazze e donne meno giovani che vogliono intraprendere una carriera da stripper o semplicemente imparare alcuni trucchi di seduzione da utilizzare con il proprio partner.

Passeggiare sotto Parigi

Venite con noi!
Dove? A fare un giro sotto le fogne ad esempio. Nel sottosuolo di Parigi, si muove una vera e propria città parallela fatta di catacombe e reti fognarie fonte di ispirazione di letteratura, cinema ma soprattutto dell’arte, si pensi ai Miserabili di Victor Hugo. Noi suggeriamo un itinerario veramente... fuori dagli schemi: la Parigi delle fogne! Abbiamo esagerato? Guardate e decidete  Certo passeggiare da queste parti, non è proprio romantico ma chi può dirlo magari ci si imbatte nel piccolo Remy (il topino di Ratatouille) oppure... meglio non pensarci no? Eppure gli amanti del sottosuolo sono tanti, un popolo nascosto fatto non solo di speleologi, ma anche di “ghostbuster”. Nella Ville (poco) lumiere i cosiddetti cataphiles, in modo illegale ci si inoltre al di fuori dei percorsi riconosciuti, con torce e corde di salvataggio tra cunicoli, strettoie e labirinti pericolosi. Per chi azzarda, bisogna sapere che esiste una vera e propria polizia specializzata (cataflics) 
 
Video Youtube
 
Nel 2004 è stato scoperto addirittura un teatro sotterraneo. In una vasta area di 2000 metri quadrati, è stata organizzata una galleria d'arte, nella quale molti cataphiles si sono trovato a dipingere murales.